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Come funziona l’app di tracciamento anti Coronavirus

L’app anti coronavirus ‘’Immuni’’  e l’impatto sulla privacy dei cittadini.

Con l’ordinanza 10/2020 firmata dal commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, è stato commissionato lo sviluppo dell’app Immuni per il tracciamento dei positivi da Coronavirus e per l’invio di notifiche ai cittadini eventualmente venuti in contatto con soggetti positivi.

Installando l’applicazione Immuni (che è al momento ancora in fase di sviluppo) ciascun cittadino autorizzerà il proprio smartphone a inviare un codice generato in modo casuale ai dispositivi mobili fisicamente vicini.
L’invio di questo dato avverrà attraverso l’utilizzo dello standard Bluetooth Low Energy (BLE) e verrà automaticamente raccolto solo dai dispositivi di altri cittadini che avessero a loro volta installato l’app Immuni.

Non verrà utilizzato un server centralizzato ma si conserveranno tutti i codici in locale, sui dispositivi in possesso di ciascun utente.
Così facendo nessuno potrà MAI conoscere l’identità di ciascun utente posto fisicamente nelle vicinanze ma otterrà una lista di codici generati sui dispositivi personali dei soggetti con i quali si è venuti in contatto.
Tuttavia gli sviluppatori dell’app Immuni tengono a sottolineare più volte che i codici generati sugli smartphone degli utenti non sono univoci ma cambiano in continuazione. Questo aspetto, insieme al fatto che anziché usare meccanismi di geolocalizzazione (espressamente esclusi già in fase di progettazione dell’app) si ricorre appunto alla tecnologia Bluetooth, per cui si viene incontro a chi ha sollevato diversi dubbi in tema di tutela della privacy.

Questione chiarita quindi in merito ai servizi di geolocalizzazione (ad esempio GPS, WiFi vicine) che verranno scartati non soltanto a tutela della privacy ma anche perché le coordinate restituite non aiutano a rilevare con precisione le interazioni tra due o più soggetti.

Nel caso in cui un utente risultasse positivo al COVID-19, previa verifica nelle strutture sanitarie, i medici inviteranno il cittadino a inserire nell’app Immuni uno speciale codice.

Il codice fornito dal personale sanitario dovrebbe, dopo la conferma della positività al COVID-19 di un soggetto, essere sufficiente garanzia per scongiurare il presentarsi di falsi positivi (notifiche per contatti con soggetti infetti quando in realtà essi non sono avvenuti).Infine la Commissione Europea ha stabilito che l’installazione delle app non deve essere imposta obbligatoriamente ma risultare una libera scelta di ogni singolo cittadino!

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