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PC lento? Le prestazioni potrebbero migliorare con un SSD

Un computer lento e non necessariamente troppo “datato” non è sempre da buttare. Basta una piccola modifica, a volte, per farlo tornare agli splendori di un tempo.

C’è chi prova con diversi programmi di “pulizia” per PC. Chi, invece, prova la carta della formattazione, nella speranza che una “rinfrescata” al sistema operativo faccia tornare il computer ai vecchi fasti di un tempo. Sono molti, insomma, quelli che provano a capire come migliorare le prestazioni di un PC lento e che ha qualche anno, ma non sempre si riesce a trovare un metodo pienamente efficace. I motivi che possono portare al rallentamento del computer sono molteplici e ogni macchina fa storia a sé.

Ecco la soluzione: che si tratti di un notebook o desktop, potrebbe essere sufficente montare un disco SSD di dimensioni adeguate e il gioco è fatto.

Che cos’è un disco SSD

Acronimo di Solid State Disc, un disco SSD si differenzia dai normali hard disk magneto-meccanici perché al suo interno non ci sono parti mobili come dischi o testine di lettura/scrittura. Queste componenti, fondamentali per il funzionamento dei vecchi hard disk, sono state rimpiazzate da moduli di memoria NAND Flash che, pur avendo caratteristiche simili ai moduli di memoria impiegati per realizzare RAM; conservano i dati anche se non sono alimentati costantemente da energia elettrica (esattamente come le ordinarie unità a disco rigido).

Ciò fa sì che i dischi SSD siano più leggeri e compatti rispetto alla controparte magneto-meccanica, abbiano un’aspettativa di vita più lunga e, soprattutto, offrono prestazioni di lettura-scrittura di gran lunga superiori agli hard disk “normali”. E, con i continui progressi tecnologici che si registrano anche in questo settore, gli SSD di ultimissima generazione sono ancora più veloci rispetto ai primissimi modelli arrivati sul mercato.

Perché gli SSD migliorano le prestazioni del PC lento

Nello schema ideato da von Neumann (ingegnere e informatico statunitense di origine ungherese, reso celebre dall’architettura informatica che porta il suo nome) gli hard disk rappresentano il collo di bottiglia dell’intero sistema informatico. La CPU e la RAM, per quanto possano essere veloci, dovranno “adattarsi” ai tempi di lettura e scrittura di un disco rigido magneto-meccanico: dati e informazioni con cui “lavorare”, infatti, sono archiviati nelle sue celle di memoria e le altre componenti dovranno attendere che vengano recuperati prima di poterli processare.

Perché gli hard disk sono lenti? Diversi i fattori che incidono sulla velocità di funzionamento di questa componente hardware. Principalmente la lentezza è dovuta agli elementi meccanici che si trovano al suo interno e che sono responsabili del movimento dei dischi e delle testine di lettura e scrittura. Quando il processore deve accedere a delle informazioni conservate all’interno del disco rigido (o di salvarne di nuove in porzioni di memoria libere), la testina dovrà posizionarsi in corrispondenza delle celle di memoria che le contengono e attendere che i dischi magnetici, girando vorticosamente, si trovino nel “posto giusto”. Questo processo, come si potrà facilmente immaginare, ha dei tempi morti difficilmente comprimibili che finiscono con il rallentare il funzionamento del computer nel suo insieme.

I dischi a stato solido, facendo affidamento su moduli di memoria NAND Flash, non hanno elementi in movimento e consentono di accedere molto più velocemente ai dati archiviati al loro interno. Un SSD, dunque, è diversi ordini di grandezza più veloce rispetto a un disco magneto-meccanico, consentendo così di allargare il collo di bottiglia creato invece dai normali Hard Disk.

Ti trovi nella situazione appena descritta? Contattaci per richiedere un preventivo o avere maggiori informazioni.

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