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	<title>Marco Briganti, Autore presso</title>
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	<title>Marco Briganti, Autore presso</title>
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		<title>PC lento? Le prestazioni potrebbero migliorare con un SSD</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Briganti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2020 14:11:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assistenza informatica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PC lento? Le prestazioni potrebbero migliorare con un SSD Un computer lento e non necessariamente troppo “datato” non è sempre da buttare. Basta una piccola modifica, a volte, per farlo tornare agli splendori di un tempo. C&#8217;è chi prova con diversi programmi di “pulizia” per PC. Chi, invece, prova la carta della formattazione, nella speranza [&#8230;]</p>
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<p class="has-large-font-size"><strong>PC lento? Le prestazioni potrebbero migliorare con un SSD</strong></p>



<p><strong>Un computer lento e non necessariamente troppo “datato” non è sempre da buttare. Basta una piccola modifica, a volte, per farlo tornare agli splendori di un tempo.</strong></p>



<p>C&#8217;è chi prova con diversi programmi di “pulizia” per PC. Chi, invece, prova la carta della formattazione, nella speranza che una &#8220;rinfrescata&#8221; al sistema operativo faccia tornare il computer ai vecchi fasti di un tempo. Sono molti, insomma, quelli che provano a capire <strong>come migliorare le prestazioni di un PC lento</strong> e che ha qualche anno, ma non sempre si riesce a trovare un metodo pienamente efficace. I motivi che possono portare al rallentamento del computer sono molteplici e ogni macchina fa storia a sé.</p>



<p><strong>Ecco la soluzione</strong>: che si tratti di un notebook o desktop, potrebbe essere sufficente <strong>montare un disco SSD</strong> di dimensioni adeguate e il gioco è fatto.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Che cos&#8217;è un disco SSD</strong></p>



<p>Acronimo di <em>Solid
State Disc</em>, un <strong>disco SSD </strong>si differenzia dai normali hard disk
magneto-meccanici perché al suo interno non ci sono parti mobili come dischi o
testine di lettura/scrittura. Queste componenti, fondamentali per il
funzionamento dei vecchi hard disk, sono state <strong>rimpiazzate da moduli di
memoria NAND Flash</strong> che, pur avendo caratteristiche simili ai moduli di
memoria impiegati per realizzare RAM; conservano i dati anche se non sono
alimentati costantemente da energia elettrica (esattamente come le ordinarie
unità a disco rigido).</p>



<p>Ciò fa sì che i dischi SSD siano <strong>più leggeri e compatti</strong> rispetto alla controparte magneto-meccanica, abbiano un&#8217;aspettativa di vita più lunga e, soprattutto, offrono <strong>prestazioni di lettura-scrittura di gran lunga superiori agli hard disk &#8220;normali&#8221;</strong>. E, con i continui progressi tecnologici che si registrano anche in questo settore, gli SSD di ultimissima generazione sono ancora più veloci rispetto ai primissimi modelli arrivati sul mercato.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Perché gli SSD migliorano le prestazioni del PC lento</strong></p>



<p>Nello schema ideato da von Neumann (ingegnere e informatico statunitense di origine ungherese, reso celebre dall&#8217;architettura informatica che porta il suo nome) <strong>gli hard disk rappresentano il collo di bottiglia</strong> dell&#8217;intero sistema informatico. La CPU e la RAM, per quanto possano essere veloci, dovranno &#8220;adattarsi&#8221; ai tempi di lettura e scrittura di un disco rigido magneto-meccanico: dati e informazioni con cui &#8220;lavorare&#8221;, infatti, sono archiviati nelle sue celle di memoria e le altre componenti dovranno attendere che vengano recuperati prima di poterli processare.</p>



<p><strong>Perché gli hard disk sono lenti?</strong> Diversi i fattori che
incidono sulla velocità di funzionamento di questa componente hardware.
Principalmente <strong>la lentezza è dovuta agli elementi meccanici che si
trovano al suo interno</strong> e che sono responsabili del movimento dei
dischi e delle testine di lettura e scrittura. Quando il processore deve
accedere a delle informazioni conservate all&#8217;interno del disco rigido (o di
salvarne di nuove in porzioni di memoria libere), la testina dovrà posizionarsi
in corrispondenza delle celle di memoria che le contengono e attendere che i
dischi magnetici, girando vorticosamente, si trovino nel &#8220;posto
giusto&#8221;. Questo processo, come si potrà facilmente immaginare, ha dei
tempi morti difficilmente comprimibili che finiscono con il rallentare il
funzionamento del computer nel suo insieme.</p>



<p>I dischi a stato solido, facendo affidamento su moduli di memoria NAND Flash, non hanno elementi in movimento e consentono di accedere molto più velocemente ai dati archiviati al loro interno. Un SSD, dunque, è diversi ordini di grandezza più veloce rispetto a un disco magneto-meccanico, consentendo così di allargare il collo di bottiglia creato invece dai normali Hard Disk.</p>



<p>Ti trovi nella situazione appena descritta? <a href="/contatti/">Contattaci</a> per richiedere un preventivo o avere maggiori informazioni.</p>
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		<title>Fatturazione elettronica obbligatoria per tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Briganti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2018 13:58:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gestionale Danea]]></category>
		<category><![CDATA[Danea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fatturazione elettronica obbligatoria per tutti Normative e scadenze Molte sono le domande e i dubbi di imprese e partite IVA. I cambiamenti incutono sempre un iniziale timore, ma la fattura elettronica potrebbe essere un primo passo per un’evoluzione estremamente positiva del sistema fiscale e imprenditoriale italiano che oggi in Europa è pioniere in questo campo. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-huge-font-size"><strong>Fatturazione elettronica obbligatoria per tutti</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Normative e scadenze</strong></h2>



<p>Molte sono le domande e
 i dubbi di imprese e partite IVA. I cambiamenti  incutono sempre un 
iniziale timore, ma la fattura elettronica potrebbe  essere un primo 
passo per un’evoluzione estremamente positiva del  sistema fiscale e 
imprenditoriale italiano che oggi in Europa è pioniere  in questo campo.</p>



<p>Il
 primo passo è stato fatto nel 2014 con la fattura elettronica verso  la
 pubblica amministrazione che ha visto le fatture elettroniche  
diventare il documento obbligatorio per tutti i rapporti con la PA, gli 
 enti pubblici e poi verso le società quotate inserite nell’indice FTSE 
 MIB della Borsa Italiana.</p>



<p>Dal 2017 il Sistema di Interscambio (il
 sistema dell’Agenzia delle  Entrate utilizzato per lo scambio delle 
fatture elettroniche) è stato  messo a disposizione anche degli 
operatori economici privati (imprese,  professionisti, ecc…) per poter 
trasmettere e/o ricevere fatture  elettroniche in modo facoltativo.</p>



<p><strong>La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto l’obbligo diffuso</strong> della fatturazione elettronica sia nelle <strong>relazioni commerciali tra soggetti passivi Iva privati</strong> (aziende e professionisti con P.Iva) sia <strong>verso i consumatori finali</strong>.</p>



<p><strong>Dal 1° gennaio 2019</strong>
 per le cessioni di beni e le  prestazioni di servizi effettuate tra 
soggetti residenti, stabiliti o  identificati nel territorio dello 
Stato, e per le relative variazioni,  sono <strong>emesse esclusivamente fatture elettroniche</strong> utilizzando il Sistema di Interscambio e secondo il formato XML già in uso per la FatturaPA.</p>



<p>L’obbligo di fatturazione elettronica è <strong>anticipato al 1° luglio 2018</strong> per le fatture emesse per:</p>



<ul><li>cessioni di benzina o di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori a soggetti passivi Iva <strong><em>[ NB: obbligo rinviato al 1° gennaio 2019 ]</em></strong>;</li><li>prestazioni di servizi rese da subappaltatori e subcontraenti nell’ambito di appalti pubblici.</li></ul>



<p><strong>Dal 1° settembre 2018</strong> sarà obbligatoria l’emissione della fattura elettronica per il <strong>tax free shopping</strong>. L’obbligo riguarderà gli acquisti di beni:</p>



<ul><li>da parte di viaggiatori extra UE;</li><li>di importo superiore a 155 Euro al lordo dell’IVA;</li><li>per uso personale o familiare;</li><li>da trasportarsi fuori dal territorio doganale comunitario nei bagagli personali.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è la fatturazione elettronica</strong></h2>



<p>Dal 1°gennaio 2019 tutti noi avremo a che fare con le tanto temute “e-fatture”, come le chiamano gli addetti ai lavori.</p>



<p><strong>Ma, cos’è e come funziona la fatturazione elettronica?</strong>
 La fatturazione elettronica è un sistema digitale di emissione,  
trasmissione e conservazione delle fatture che permette di abbandonare  
per sempre il supporto cartaceo e tutti i relativi costi di stampa  
spedizione e conservazione.</p>



<p>La fatturazione elettronica cambia radicalmente il modo in cui si compilano, inviano, ricevono e conservano le fatture.</p>



<p><strong>Il formato, denominato FatturaPA,</strong>
 è il tracciato con  cui le fatture elettroniche devono essere prodotte.
 Si tratta di un  flusso di dati strutturati in formato digitale con gli
 stessi contenuti  informativi di una fattura cartacea, ma scritto in <strong>linguaggio XML</strong>.</p>



<p><em>Non prendere paura. Non dovrai imparare a scrivere in codice!</em></p>



<p><strong>Per molti anni la fattura è stata compilata in vari modi:</strong>
 carta e penna, macchine da scrivere, tramite editor testuali o fogli di
  calcolo (word, excel, ecc…), usando software di fatturazione e  
gestionali più o meno avanzati.<br> Una volta compilata dal fornitore,  
la fattura veniva spedita al cliente via posta, e-mail, piccione  
viaggiatore, ecc… Il destinatario (il cliente) aveva l’obbligo di  
conservare in formato cartaceo il documento ricevuto per almeno 10 anni 
 (pertanto le fatture scaricate tramite email andavano stampate).</p>



<p><strong>Oggi la fatturazione elettronica definisce un percorso unico standardizzato</strong> grazie al Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate.</p>



<ol><li>La fattura elettronica viene <strong>compilata tramite un software di fatturazione elettronica</strong>.</li><li>Viene <strong>firmata digitalmente</strong>
 (tramite firma  elettronica qualificata) dal soggetto che emette la 
fattura o dal suo  intermediario in modo da garantire origine e 
contenuto.</li><li>Chi emette la fattura dovrà poi<strong> inviarla al destinatario tramite il Sistema di Interscambio</strong> che, per legge, è il <strong>punto di passaggio obbligato per tutte le fatture elettroniche</strong>&nbsp;emesse verso la Pubblica Amministrazione e verso i privati (tra poco capiremo con quali <em>“sottili”</em> differenze).</li><li>Dopo i controlli tecnici automatici, <strong>il Sistema di Interscambio provvede a recapitare</strong> il documento alla Pubblica Amministrazione o al soggetto privato a cui è indirizzato.</li></ol>



<p><strong>Il Sistema di Interscambio funge quindi da snodo</strong>
 tra  gli interessati e ha il compito di verificare che il formato del  
documento ricevuto sia corretto e che i dati inseriti siano completi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come funziona la fattura elettronica</strong></h2>



<p><em>Come funziona la fattura elettronica?</em></p>



<p>Questa è senz’altro la domanda più gettonata di questi mesi da parte di imprenditori, professionisti, impiegati amministrativi…</p>



<p>Per non farti impazzire fornendoti tutti i dettagli tecnici, che non farebbero altro che confonderti, <strong>cerchiamo di chiarire velocemente le cose fondamentali che non puoi ignorare</strong> riguardo a:</p>



<ol><li>Compilazione della fattura elettronica</li><li>Firma elettronica qualificata e invio tramite il Sistema d’Interscambio</li><li>Ricezione e registrazione della fattura</li><li>Conservazione della fattura elettronica</li></ol>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si compila una fattura elettronica</strong></h2>



<p>I
 processi di fatturazione elettronica tra privati mediante il Sistema  
di Interscambio e verso la pubblica amministrazione sono quasi identici.</p>



<p><strong>Il modo più semplice per compilare una fattura elettronica</strong> è farlo tramite il tuo software di fatturazione (ammesso che tu ne abbia uno!).</p>



<p>La
 procedura per fatturare è sempre la medesima. Redigi la fattura e  poi,
 anziché stamparla o salvarla in PDF per inviarla via e-mail, generi  il
 file fattura nel formato XML FatturaPA.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>La  differenza 
importante tra una fattura elettronica B2B (tra soggetti  privati con 
Partita IVA), una fattura alla Pubblica Amministrazione e  una verso 
consumatori (B2C)</strong></h4>



<p>Per sapere a chi recapitare la fattura
 elettronica il Sistema di  Interscambio usa diversi metodi a seconda 
del tipo di destinatario:</p>



<ul><li>gli <strong>uffici della Pubblica Amministrazione</strong> sono identificati da un Codice Univoco Ufficio di 6 caratteri che va inserito obbligatoriamente in fattura;</li><li><strong>i consumatori:</strong>
 al  momento vige ancora un alone di mistero su come verranno 
identificati e  dove verrà consegnata la fattura elettronica dal SdI 
(l’ipotesi più  accreditata è che siano identificati dal Codice Fiscale e
 che SdI  consegni nel cassetto fiscale).<br> L’unica certezza è che il consumatore può chiedere che gli venga consegnata una copia cartacea (o PDF) della fattura;</li><li>per i <strong>destinatari B2B</strong> (imprese, professionisti, ecc…) le strade di invio sono 2:<ul><li><strong>PEC:</strong> il file XML contiene l’indirizzo PEC del cliente al quale SdI inoltrerà la fattura.</li><li><strong>Codice destinatario SdI:</strong> quando il cliente possiede un codice di accreditamento SdI, andrà usato questo codice per inviargli la fattura.</li></ul></li></ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ricapitolando: scadenze e soluzioni</strong></h2>



<p>Le tappe fondamentali della normativa:</p>



<ul><li><strong>1° luglio 2018:</strong>
 gli acquisti di  carburante vengono documentati obbligatoriamente 
tramite fattura  elettronica e il pagamento (ai fini detrattivi e 
deduttivi) deve  avvenire tramite carte di credito, bancomat o simili<em><strong> [ NB: obbligo reinviato al 1° gennaio 2019 ]</strong></em>.</li><li><strong>1° luglio 2018:</strong>
 fattura elettronica obbligatoria  per le prestazioni di servizi rese da
 subappaltatori e subcontraenti  nell’ambito di appalti pubblici.</li><li><strong>1° settembre 2018:</strong> fatture elettroniche per il Tax free shopping.</li><li><strong>1° gennaio 2019:</strong>
 la fattura  elettronica è l’unico metodo di fatturazione accettato (ne 
sono esclusi  solo i soggetti in regime fiscale di vantaggio o regime 
forfettario).</li></ul>



<p> Per ora è tutto, vi terremo aggiornati !</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Scoperta una falla nel Wi-Fi: pericolo hacker, cosa fare e come proteggersi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Briganti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2017 16:59:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assistenza informatica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scoperta una falla nel Wi-Fi: pericolo hacker, cosa fare e come proteggersi Abbiamo un problema di sicurezza con le reti Wi-Fi, quelle che usiamo tutti, in casa e in ufficio. Ciò permette a un attaccante nelle vicinanze di spiare o modificare il nostro traffico internet, se non è ulteriormente cifrato. Che cosa è stato scoperto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-huge-font-size"><strong>Scoperta una falla nel Wi-Fi: pericolo hacker, cosa fare e come proteggersi</strong></p>



<p>Abbiamo un problema di sicurezza con le reti Wi-Fi, quelle che usiamo tutti, in casa e in ufficio. Ciò permette a un attaccante nelle vicinanze di spiare o modificare il nostro traffico internet, se non è ulteriormente cifrato.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Che cosa è stato scoperto</h1>



<p>Un gruppo di ricercatori ha svelato i dettagli di alcune vulnerabilità legate a WPA2, il protocollo usato per rendere sicure tutte le reti Wi-Fi protette da password. Tali falle – che hanno però conseguenze diverse per sistemi diversi – consentono a qualcuno che sia nel raggio della rete della vittima di eseguire un attacco (ribattezzato KRACKs, da «key reinstallation attacks») per leggere le informazioni che passano tra computer e router, ovvero il dispositivo che distribuisce il collegamento internet a più pc e apparecchi connessi, anche in modalità senza fili (e che spesso è usato dagli utenti casalinghi sotto forma di modem-router, ovvero si connette a internet e diffonde la connessione).</p>



<p>Tali informazioni infatti sono cifrate attraverso questo protocollo (quando la rete è protetta da password). Tuttavia, sono state scoperte delle falle che permettono di violare la sicurezza di questo sistema, e di «rubare informazioni sensibili come numeri di carte di credito, password, messaggi di chat, email, foto, e così via».</p>



<p>«L’attacco funziona contro tutte le moderne reti Wi-Fi protette», «E a seconda della configurazione di una rete, è anche possibile iniettare e manipolare i dati».</p>



<p>Per esempio,&nbsp;<strong>«un attaccante potrebbe iniettare un ransomware (i virus che cifrano file e chiedono un riscatto) o altri software malevoli»</strong>.</p>



<p>Se il tuo apparecchio supporta il Wi-Fi è in qualche modo colpito da questa vulnerabilità, anche se ci sono variazioni e differenze a seconda dei sistemi operativi e delle marche di dispositivi di accesso alla rete. «In generale, ogni dato o informazione trasmessa dalla vittima può essere decifrata. Inoltre, a seconda dell’apparecchio e della configurazione, è anche possibile decifrare dati inviati alla vittima (ad esempio il contenuto di un sito)».</p>



<p>WIKIPEDIA: Wi-Fi Protected Access (WPA 2) è un programma di certificazione amministrato dall’alleanza del Wi-Fi come forma di protezione dei dati scambiati in una rete di computer wireless.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Cosa può fare un “aggressore”</h1>



<p>Un aggressore che sta nel raggio di comunicazione della stessa rete Wi-Fi può compiere questo tipo di attacco, ma&nbsp;<strong>solo se è appunto nelle vicinanze</strong>». E questo almeno esclude aggressioni a distanza e automatizzate.</p>



<p>«A determinate condizioni un attaccante può vedere il tuo traffico, cioè decifrare il traffico che dal client (il tuo pc o smartphone) va verso internet (come quando si immettono le password)»</p>



<p>Colui che segue l’attacco, effettua quello che nella crittografia e nella sicurezza informatica viene chiamato: “Attacco Man In The Middle” (attacco uomo nel mezzo) (*), ovvero ritrasmette o altera la comunicazione tra due parti che credono di comunicare direttamente tra di loro.</p>



<p>(*) Un esempio di attacco man in the middle è lo “eavesdropping” (intercettazioni) o “sniffing” (odorare), in cui l’attaccante crea connessioni indipendenti con le vittime e ritrasmette i messaggi per far credere loro che stiano comunicando direttamente tramite una connessione privata, mentre in realtà l’intera conversazione è controllata dall’attaccante. Il malintenzionato deve essere in grado di intercettare tutti i messaggi importanti che passano tra le due vittime e iniettarne di nuovi. In molte circostanze questo è semplice, per esempio, un attaccante all’interno di un Wi-Fi access-point non criptato, può inserire se stesso come&nbsp;<em>“uomo nel mezzo”.</em></p>



<h1 class="wp-block-heading">Come difendersi</h1>



<p>Gli esperti sono concordi. Attendere che arrivino gli aggiornamenti di sicurezza e applicarli, aggiornamenti che dovranno riguardare sia il sofware usato nel dispositivo dell’utente, sia quello del router. «La vulnerabilità affligge sia i dispositivi di rete (es. router Wi-Fi) sia i client (es. PC, Notebook, Smartphone).</p>



<p>L’utente dovrà dunque assicurarsi di tenere aggiornato il proprio router, scaricandone gli update non appena resi disponibili.</p>



<p>Chi ha un dispositivo ricevuto da un fornitore di connessione internet dovrebbe poter contare su un aggiornamento inviato dallo stesso (e tempi e modalità potrebbero essere diversi per le varie aziende). Chi ha un proprio router dovrà invece andare sul sito del produttore e vedere se ci saranno update.</p>



<p>Nel frattempo le reti Wi-Fi non saranno sicure, quindi sarà meglio utilizzare alcuni accorgimenti:</p>



<ul><li>&nbsp;usare&nbsp;<strong>siti e servizi con Https</strong>;</li><li>&nbsp;se è possibile, in mobilità&nbsp;<strong>usare la connessione 3G/4G</strong>&nbsp;per i dispositivi mobili finché non si ha la certezza di essere protetti da un aggiornamento;</li><li>&nbsp;negli hotel e nei posti pubblici usare la&nbsp;<strong>connessione ethernet</strong>, ovvero quella cablata (con cavo);</li><li>&nbsp;per quello che riguarda i dispositivi connessi di casa, soprattutto&nbsp;<strong>videocamere,</strong>&nbsp;assicurarsi che il traffico dati sia criptato, soprattutto nel caso delle telecamere. Altrimenti disabilitarle fino a quando sarà disponibile un aggiornamento.</li></ul>



<p>Il problema non è per nulla da ignorare, tanto che per gli utenti più “esperti” è stato creato appositamente un sito sul quale tenersi aggiornati, Krackattacks.com (in inglese).</p>



<p>In questa dimostrazione, dove viene eseguito un attacco su uno smartphone Android, l’attaccante è in grado di decrittografare tutti i dati che la vittima trasmette:</p>



<figure><iframe src="https://www.youtube.com/embed/Oh4WURZoR98" allowfullscreen="" width="560" height="315"></iframe></figure>



<p>&nbsp;***UPDATE 18/10/2017***</p>



<p><br><strong>Microsoft ha confermato di avere già aggiornato Windows nei primi giorni di ottobre</strong>&nbsp;per eliminare una grave falla di sicurezza che interessa lo standard Wi-Fi, resa pubblica all’inizio di questa settimana allo scopo di indurre tutti i principali produttori di sistemi operativi e dispositivi a porvi rimedio.&nbsp;<strong>L’aggiornamento per Windows è stato diffuso il 10 ottobre scorso, nell’ambito della periodica diffusione di aggiornamenti di sicurezza e per aggiungere nuove funzionalità nel sistema operativo</strong>. La falla riguarda WPA2, il sistema per cifrare le connessioni senza fili tra dispositivi (router, computer, smartphone e via discorrendo), e consente a utenti malintenzionati di ottenere l’accesso ai dati scambiati tramite WiFi. Il problema riguarda soprattutto il sistema operativo Android, per via del modo in cui gestisce WPA2, e Google ha annunciato che renderà disponibile un aggiornamento entro le prossime settimane.&nbsp;<strong>Apple ha già sistemato la falla in una beta di iOS, che dovrebbe essere distribuita in versione stabile entro i prossimi giorni</strong>.&nbsp;<strong>Per i produttori di punti di accesso e altri dispositivi l’attesa potrebbe essere invece più lunga, così come potrebbe risultare macchinoso l’aggiornamento dei loro router, soprattutto per gli utenti meno esperti. Per escludere la falla è comunque sufficiente che uno dei due dispositivi, tra smartphone/pc/tablet e router, sia stato aggiornato.</strong></p>



<p><br><strong>CONSIGLIO:&nbsp;</strong>fate gli aggiornamenti di Windows!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://siliconvalleycomputer.it/scoperta-una-falla-nel-wi-fi-pericolo-hacker-cosa-fare-e-come-proteggersi/">Scoperta una falla nel Wi-Fi: pericolo hacker, cosa fare e come proteggersi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://siliconvalleycomputer.it"></a>.</p>
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